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divorzi e separazioni
divorzi e separazioni

Aumentano in Italia divorzi e separazioni

Secondo i dati emersi da una ricerca Istat (Istituto nazionale di statistica) le separazioni e i divorzi in Italia sono in netto aumento. In particolare è stato rilevato che i matrimoni nostrani non durano più di 15 anni, che i matrimoni più recenti durano sempre meno e che l’età media di separazione maschile è pari a 46 anni, mentre quella femminile a 43. D’altra parte è pure emerso che sono più propensi al divorzio i soggetti che hanno conseguito un titolo di studio medio-alto. Ma quali sono le aree del nostro Paese più coinvolte da questo fenomeno? Il numero massimo di divorzi si registra nelle regioni del Nord-Ovest (371,9 separazioni su 1.000 matrimoni), mentre il minimo nelle regioni meridionali (245,8 separazioni su 1000 matrimoni).

Gli esperti ritengono che la maggiore incidenza di divorzi che si è registrata negli ultimi tempi nel nostro Paese, sia dovuta:

1 - all’introduzione, a livello legislativo, del cosiddetto divorzio breve (l. n. 55/2015), il quale prevede che il periodo intercorrente tra la separazione e la richiesta ufficiale di divorzio non debba essere più di tre anni, ma di soli dodici mesi;
2 – all’aumento degli incontri online; soprattutto nelle grandi città è emerso che sempre più persone “trovano l’amore” grazie alle app di dating. Questa modalità, tuttavia, pare non garantire rapporti duraturi e solidi come avviene, invece, per gli incontri tradizionali.

Infine fa rilevato che i matrimoni celebrati anche con il rito religioso risultano essere più stabili rispetto a quelli celebrati esclusivamente con il rito civile.

La separazione consensuale

L’unico dato, per certi versi confortante, riguarda il fatto che l’84,2% delle separazioni e il 75,9% dei divorzi ha luogo nel nostro Paese con il cosiddetto procedimento consensuale: insomma quando gli italiani decidono di mettere fine al proprio matrimonio, nella maggior parte dei casi, lo fanno di comune accordo. Anche in questo caso, tuttavia, si registrano delle differenze a livello geografico: mentre nelle regioni del centro e del nord solo una separazione su dieci si conclude con un rito giudiziale, nelle isole si registra una percentuale pari al 21,4% che, nelle regioni del sud sale al 31,9%.
Insomma, se da una parte nel meridione d’Italia si divorzia di meno, tuttavia coloro che optano per questa decisione risultano essere più litigiosi rispetto alle coppie del centro-nord.

Come devono comportarsi le istituzioni di fronte al boom dei divorzi?

Le istituzioni del nostro Paese, di fronte al crescente aumento delle separazioni e dei divorzi, dovrebbero intervenire per favorire la stabilità matrimoniale, evitando, in tal modo, che il disgregamento del nucleo familiare determini problemi personali non solo alla coppia che si separa, ma anche ai loro figli, incrementando, d’altra parte, un netto strappo della coesione sociale.
Ad esempio sarebbe opportuno che venissero istituiti presso le agenzie sussidiarie (chiese, associazioni di laici, ecc.) dei corsi obbligatori per i coniugi, in cui si discuta dei loro diritti, dei loro doveri e delle loro responsabilità nei confronti dei figli e della società in generale.

Molti uomini e molte donne, pur di non perdere l’amore della propria vita, ripongono le proprie speranze nella cartomanzia (ci sono addirittura servizi specializzati come questo), ritenendo che un aiuto soprannaturale possa essere un vero e proprio toccasana per ritrovare l’equilibrio relazionale.


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