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La storia dei dipinti attraverso uno sguardo sul Romanticismo

La pittura consiste nel mescolare sostanze dai colori variegati su basi differenti tra loro: legno, tele, carte dando vita ad un prodotto finale, i dipinti. L’immagine che viene creata, rispecchia l’idea dell’autore, cioè ciò che egli ha percepito o immaginato. Sono pochi gli esempi di pittura antica, di cui restano solo alcuni affreschi, come quelli presenti nella zona di Pompei ed Ercolano, o i ritratti che venivano effettuati in Egitto durante il tardo impero romano, impiegati per coprire i volti delle mummie, in modo da ricordarne l’aspetto di quando erano in vita. In età antica, prevaleva il mosaico.

Non è possibile riassumere in poche parole la storia dei dipinti, che consta in millenni di civiltà. Possiamo però focalizzarci su un periodo e carpirne l’essenza. Parliamo quindi del Romanticismo. Mentre il Medioevo si caratterizza per i motivi classici mescolati all’arte bizantina, volta ad arricchire la bellezza delle cattedrali con colori a scopo simbolico, dove prevale l’oro e per il passaggio, poi allo stile gotico, fatto di guglie e pinnacoli, di rappresentazioni meno divine, più pagane o realistiche,  il Romanticismo porta una grande innovazione, modificando la concezione del pittore, che diviene non più un mero artigiano, ma un artista.

La fama di Giotto crebbe così tanto che il suo atelier si afferma a Firenze, trasformando la pittura sacra, attraverso i suoi dipinti. Scompare la pittura gerarchica, l’uomo è ora sullo stesso piano del divino. Lo spazio è naturale e non più dorato, i volti divengono espressivi. Sono gli anni del Lorenzetti e del Martini (‘200-‘300).
Nel ‘400 si cerca di lavorare sulla rappresentazione della realtà attraverso i dipinti, creando giochi di prospettiva (Piero della Francesca, Leon Battista Alberti). Si riprende l’esempio dei modelli classici, studiandoli in un’ottica scientifica. L’esempio maggiore è Leonardo da Vinci con i suoi studi anatomici e l’emergere di un nuovo genere pittorico nei dipinti: il ritratto, nel quale si evince tutta la sua attenzione per l’uomo.
Nascono nuove tecniche: l’olio su tela sostituisce la tempera su tavola. Sorgono, inoltre le Accademie, fino ad arrivare al XVI secolo l’era di Raffaello e Michelangelo.


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