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Acquistare un’auto all’estero ed immatricolarla in Italia
Acquistare un’auto all’estero ed immatricolarla in Italia

Acquistare un’auto all’estero ed immatricolarla in Italia

Capita a volte di approfittare di un’occasione imperdibile e di comprare un’auto all’estero, risparmiando così a volte anche qualche migliaio di euro, ma il problema subentra dopo, quando la nuova vettura deve essere trasferita in Italia. Come ogni autovettura italiana, la nuova auto dovrà essere immatricolata e successivamente essere iscritta al Pubblico Registro Automobilistico (PRA), ma per espletare questi obblighi bisogna essere in possesso di tutta la documentazione necessaria, che andrà presentata agli uffici di competenza. Oggi parliamo infatti del percorso da seguire per effettuare la corretta immatricolazione di un’auto nuova comprata all’estero. Facciamo, innanzitutto, una premessa molto importante ai fini burocratici: per auto nuova si intende un’automobile che abbia percorso meno di seimila chilometri e che sia stata ceduta prima della scadenza di sei mesi dalla data di prima immatricolazione.

 

Detto ciò, occorre anche specificare che, ai fini dell’immatricolazione, è necessaria una particolare documentazione e la compilazione di una domanda mediante apposito modulo. La documentazione comprende l’attestazione dei versamenti, il certificato di conformità attestante la rispondenza dell’auto alle direttive comunitarie EURO3  e  la ricevuta di versamento del F24 comprovante il pagamento dell’IVA. La domanda da compilare è distribuita gratuitamente presso gli uffici MCTC e consta del modello TT 2119. Per le automobili provenienti dall’Unione Europea, non occorre nessun collaudo tecnico, ma dal 1^ gennaio 1996 per i veicoli privati, ovvero quei veicoli a motore destinati al trasporto di persone, aventi al massimo otto posti a sedere oltre quello del conducente, è divenuta obbligatoria l’omologazione UE, che è valida in tutti gli stati membri.

 

Se l’omologazione nazionale è stata conseguita nello stato in cui si procede all’acquisto e non in quello di destinazione, si deve solamente richiedere al rappresentante del costruttore nello stato di destinazione un attestazione comprovante che l’auto è analoga al tipo omologato nello stato di destinazione, eccetto per alcuni dettagli che non ne limitino la sicurezza; in questo caso l’immatricolazione sulla base di tale documento viene immediatamente riconosciuta. Inoltre, bisogna versare l’IVA allo stato di destinazione anche nel caso in cui sia  il cedente che e  l’acquirente siano privati consumatori. Con i documenti rilasciati dalla Motorizzazione, occorre successivamente recarsi presso gli uffici del PRA ed effettuare la prima iscrizione del veicolo, che però in vaso di veicolo comprato all’estero, viene considerata come prima iscrizione di veicolo usato. L’iscrizione al PRA dovrà essere effettuata presentando, all’ufficio della provincia in cui risiede l’acquirente del veicolo, la richiesta su un apposito modulo, denominato “nota di iscrizione”, che è rilasciato gratuitamente.


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