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cilindri oleodinamici
cilindri oleodinamici

Cosa bisogna sapere sui cilindri oleodinamici

Quando si parla di cilindri oleodinamici si fa riferimento a un particolare tipo di componenti utilizzati in oleodinamica: può trattarsi di cilindri a semplice effetto, di cilindri a doppio effetto o di cilindri telescopici, a seconda della tipologia di applicazione a cui sono destinati. I cilindri hanno a che fare direttamente con le pompe: in particolare, nei circuiti idrostatici quelle più diffuse sono le pompe a pistone assiali munite di piastra inclinata, nelle quali il blocco cilindri gira con l'albero di azionamento in quanto è direttamente calettato su di esso. Il blocco cilindri presenta diverse cavità cilindriche, il cui numero corrisponde al numero di stantuffi, che operano in stretta tolleranza.

Nel momento in cui, attraverso l'albero di azionamento, il blocco cilindri viene messo in rotazione, l'effetto di pompaggio determina un movimento alternativo che viene trasmesso da una piastra ferma agli stantuffi. La piastra è collocata al di sotto delle loro estremità, ed è inclinata rispetto all'asse del blocco cilindri. Ecco, quindi, che attraverso una piastra di distribuzione fissa si possono ottenere l'ingresso dell'olio e la sua uscita.

I cilindri oleodinamici che si possono osservare sul sito hcsrl.it e sui portali delle varie aziende del settore hanno una rilevanza fondamentale nel settore dell'oleodinamica. Ma che cosa è, di preciso, l'oleodinamica? Si tratta di un ramo della fluidodinamica che si occupa della trasmissione dell'energia: energia che viene trasmessa in virtù dell'azione esercitata da alcuni fluidi in pressione e, nel caso specifico, dall'olio idraulico, che può quindi essere considerato un vettore energetico. L'applicazione più diretta dell'oleodinamica, e dei cilindri oleodinamici, è l'ingegneria meccanica, ma non è la sola.

Nel dettaglio, in una tipica applicazione oleodinamica un martinetto viene mosso dalla portata di olio che viene prodotta da una pompa collocata in un circuito oleodinamico: in questo modo, deriva un effetto meccanico lineare. Lo stesso principio è valido anche nel caso in cui si abbia la necessità di un effetto meccanico rotatorio: in questa circostanza, a essere mosso è un motore idraulico. Il cilindro è formato semplicemente da una camicia che permette lo scorrimento di un pistone: quest'ultimo provoca una spinta sullo stelo che dà il la al moto.

L'olio, in ambito oleodinamico, è un componente che è in grado di interagire con ogni componente del circuito, e ha la funzione di trasportare l'energia. Non solo: il suo ruolo è anche quello di asportare il calore e di lubrificare, in maniera tale da evitare l'usura e, soprattutto, da rendere inutile l'installazione di sistemi di raffreddamento che risulterebbero ingombranti e costosi. Le caratteristiche dei fluidi di lavoro incidono sulla loro utilità: dalla capacità lubrificante alla viscosità, dall'igroscopicità alla resistenza all'invecchiamento, senza dimenticare la bassa nocività e l'alto punto di fiamma, sono tutte molto importanti e meritevoli di attenzione e considerazione.


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