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annullamento del matrimonio alla Sacra Rota
annullamento del matrimonio alla Sacra Rota

L'annullamento del matrimonio alla Sacra Rota, motivazioni economiche e morali

"Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota": è questo il titolo del libro dello scrittore Vincenzo Di Michele, che ha dedicato la sua ultima fatica ai vari aspetti che contraddistinguono la cosiddetta "dichiarazione di nullità del sacramento di matrimonio", più conosciuta comunemente come "annullamento della Rota". Nel libro, in questi giorni in uscita nel basso Piemonte, Di Michele affronta il tema sotto molteplici punti di vista, indagando - tra l'altro - i motivi per cui sono sempre più numerose le coppie che al posto della separazione o del divorzio decidono di rivolgersi al tribunale ecclesiastico per ottenere il riconoscimento legale della nullità del matrimonio in base al diritto canonico cattolico.

Motivazioni economiche e morali, ma non solo: lo scenario è estremamente variegato, e "Come sciogliere un matrimonio alla Sacra Rota" lo descrive alla perfezione. Vale la pena di notare che, sulla base della dottrina cattolica, non possono esistere ragioni per la risoluzione e l'annullamento del matrimonio, poiché quest'ultimo è uno e inscindibile. Proprio per questo motivo, il cosiddetto annullamento della Rota è dovuto alla verifica ex post della presenza di una causa di nullità che rende non più valido il matrimonio contratto.
I motivi di nullità possono essere differenti: per esempio, ragioni che hanno a che fare con il carattere spirituale del vincolo, e di conseguenza l'accertamento che la forma del matrimonio non è stata accompagnata dalla dovuta ricezione del sacramento a livello spirituale, per uno o per tutti e due gli sposi. Per chiarire: il tribunale non ha la facoltà di annullare il matrimonio, ma semplicemente stabilisce che esso già in partenza (ab initio) era nulla.

Un caso di questo tipo può essere individuato in un matrimonio combinato: in tale situazione, infatti, l'unione non costituisce la conseguenza di una scelta libera da parte dei coniugi, e quindi anche se c'è stata la cerimonia e il matrimonio è stato consumato i due soggetti in realtà non si sono mai sposati. Insomma, il tribunale canonico accerta che c'è stata una condizione che ha fatto sì che il matrimonio non fosse tale.

Come rivela il libro di Di Michele, l'annullamento alla Rota è una eventualità che viene presa sempre più in considerazione. Chi intende dare il la a una causa di nullità matrimoniale deve rivolgersi a un tribunale diocesano o a un tribunale regionale. Il tribunale di primo grado è il primo tribunale al quale si fa riferimento; la scelta del tribunale può variare a seconda delle esigenze degli sposi.

Fonte: http://www.vincenzodimichele.it


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